<img height="1" width="1" src="https://www.facebook.com/tr?id=1127308727373025&amp;ev=PageView &amp;noscript=1">

Se desideri installare un pergolato a ridosso della tua abitazione è opportuno che tu sia consapevole delle normative che questo genere di intervento comporta. Ancora più importante è poi conoscere la differenza tra classici pergolati e più evolute, moderne e tecnologicamente avanzate pergotende, poiché le norme potrebbero differenziarsi grandemente.

Partiamo quindi col dare una rinfrescata alle definizioni e alle distinzioni tra queste due applicazioni.

Partiamo dai semplici pergolati. Secondo il Consiglio di Stato, un pergolato è definibile come “una struttura realizzata al fine di adornare e ombreggiare giardini o terrazze e consiste, quindi, in un’impalcatura, generalmente di sostegno di piante rampicanti, costituita da due (o più) file di montanti verticali riuniti superiormente da elementi orizzontali posti ad una altezza tale da consentire il passaggio delle persone.” Nella pratica questo significa che il pergolato è di norma aperto almeno su tre lati e sulla parte posteriore e non ha bisogno di alcun titolo abitativo edilizio per essere costruito.

Se, tuttavia, il pergolato viene coperto, sia parzialmente che totalmente, nella sua parte superiore con una struttura “fissa” realizzata con qualunque materiale, la sua costruzione dovrà assoggettarsi alle regole dettate per la realizzazione delle tettoie. Dovrai dunque fare riferimento al Regolamento Edilizio del tuo Comune e richiedere la consulenza di un tecnico abilitato che possa offrirti tutte le informazioni relative al tuo caso specifico.

In termini generali, il regolamento standard per la realizzazione di una tettoia prevede la concessione del cosiddetto “Permesso per Costruire”. Se la tettoia (o, in questo caso, il pergolato con una porzione più o meno ampia di tetto) dovrà essere allestita su una terrazza, alla richiesta di autorizzazione andrà allegato anche un progetto strutturale, mentre se vivi in condominio, dovrai basarti sul regolamento condominiale e richiedere il nullaosta agli altri condomini.

CheTenda ! Tutto sulle pergole bioclimatiche

Al contrario, se la tua pergola non prevede la presenza di un tetto, e dunque altro non è che una struttura leggera, aperta su almeno tre lati e facilmente rimovibile, e da utilizzarsi essenzialmente per creare aree d’ombra in esterno, non dovrebbe avere necessità di alcun titolo abitativo. In ogni caso, per sicurezza, ti consigliamo sempre di richiedere la consulenza di un esperto, poiché le normative potrebbero variare a seconda delle dimensioni della struttura, del suo volume e dei materiali che la compongono. Il Regolamento Edilizio dei singoli Comuni italiani conterrà, in questo senso, tutte le caratteristiche tecniche e relative autorizzazioni per ciascuna tipologia, e potresti trovarti a compilare un semplice CILA così come un vero e proprio permesso per costruire.

Infine, vale la pena fare un inciso per quanto riguarda le cosiddette pergotende.

Nuovamente partiamo dalle definizioni. Secondo una recente sentenza pubblicata a settembre 2018 dal Consiglio di Stato, la pergotenda è un “mero arredo esterno, di modeste dimensioni, che non modifica la destinazione d’uso degli spazi esterni ed è facilmente ed immediatamente rimovibile, con la conseguenza che la sua installazione si va ad inscrivere all’interno della categoria delle attività di edilizia libera e non necessita quindi di alcun permesso.” Nella pratica, questo significa che la pergotenda è un'opera che realizza una trasformazione edilizia e urbanistica del territorio e che, a prescindere dal suo ancoraggio al suolo, può essere realizzata in regime di edilizia libera ai sensi del D.P.R. n. 380/2001, art. 6, comma 1, lett. e- quinquies (c.d. Testo Unico Edilizia).

Il sempre puntuale Edilportale pone però l’attenzione su come non esistano finora norme univoche in grado di offrire piena certezza su questo tipo di manufatto, la cui installazione dovrà dunque essere valutata caso per caso nella sua edificabilità senza titoli edilizi oppure con necessità di permesso di costruire.

Che fare, dunque?

La soluzione più sicura è e rimane quella di affidarsi all’esperienza dei professionisti sul proprio territorio di riferimento, che sapranno fornire consulenze personalizzate su ogni singola realizzazione, evitando che tu rimanga imbrigliato in sgradevoli cavilli burocratici.